martedì 6 novembre 2018

Rughe: come non le avevi mai viste

Nell'approccio e nello studio dei vari inestetismi, abbiamo spesso parlato di psicosomatica, di Metamedicina nello specifico, come uno dei possibili modi per analizzare, capire e provare a risolvere il problema. Ma l'evoluzione degli studi ci portano a confrontarci con nuove visioni, molto più complete e interessanti dal punto di vista scientifico e biologico rispetto alla comprensione delle varie e differenti manifestazioni del nostro corpo. Con la nuova medicina germanica del Dottor Hamer riusciamo ad avere una visione diversa, più completa, e a comprendere biologicamente l’origine dell’inestetismo.

Cosa provoca la comparsa delle rughe?
La Metamedicina ci parla di “durezza rapporto con gli altri “ e di un significato psicosomatico che ci racconta di una disarmonia che viviamo, come a dire “non ho voglia di essere gentile con voi solo per farmi voler bene... prendetemi come sono perché non ho intenzione di cambiare per farvi piacere”

E' possibile che mi senta minacciato dagli altri nella mia libertà di essere?
Perché mi sento minacciato? Perché non mi sento libero di potermi esprimere come voglio?
Guardando nella propria vita si possono scovare situazioni represse che ci hanno fatto vivere sempre le stesse dinamiche o ritrovare credenze che ci stanno limitando da sempre. Prenderne coscienza per poi liberarcene ci permetterà di trasformare la nostra vita e di trovare le soluzioni per migliorarla.

Con la nuova medicina germanica del Dottor Hamer siamo in un campo diverso, non si parla più di psicologia o psicosomatica, ma di biologia.
La pelle ricopre tutto il nostro corpo, e riveste anche il ruolo della sensorialità più estesa e sviluppata: il tatto.
Essa è l'organo attraverso il quale abbiamo il contatto con il mondo e gli altri.
In biologia questa è la sua funzione, così reagisce con una fisiologia speciale in tutte le occasioni in cui succede qualcosa di inaspettato rispetto al percepire il contatto, per esempio un'improvvisa perdita di contatto.


Il Dr. Hamer ha scoperto che le malattie della pelle sono sempre collegate a “conflitti di separazione” che la persona prova nei riguardi di figli, genitori, partner, amici che hanno “lacerato” la pelle
Le TC cerebrali di questi pazienti hanno mostrato che questi tipi di conflitti colpiscono senza eccezione la cosiddetta corteccia sensoriale, che è la parte del cervello che si è sviluppata durante il corso dell’evoluzione in accordo con l’organizzazione del branco e della famiglia e la capacità di esprimere un legame sociale ed emozionale attraverso il contatto della pelle.
La separazione da una persona amata può essere emozionalmente molto stressante. In Natura, la separazione dal branco, o da un amico è, biologicamente parlando, una condizione di emergenza. Per questo, un Programma Speciale Biologico e Sensato entra in azione per assistere l’organismo nell'affrontare questo evento traumatico. Durante la fase di conflitto attivo, la pelle perde cellule epidermiche causando una diminuzione di sensibilità al tatto. Questa paralisi sensoria è una forma naturale di protezione da ulteriori traumi di questo genere. Come conseguenza di questa perdita di cellule epidermiche, la pelle diventa secca, rugosa e potrebbe squamarsi.
Un punto di vista innovativo, che sicuramente merita una riflessione e qualche approfondimento, e che ci porta a percorrere un viaggio alla ricerca del conflitto che ha generato questo inestetismo in questo specifico caso.

In quest’ottica, i trattamenti estetici si integrano trasversalmente all'interno di un percorso completo in cui la cliente è il centro di tutto, e l’anamnesi cosi come la corretta percezione del suo problema e la scelta del percorso più adatto, ci porterà ad una progressiva risoluzione dell’inestetismo.
Ecco perché per noi della Exa la formazione sull'anamnesi, sulla conoscenza e l’analisi del biotipo diventa di fondamentale importanza al fine della presa in carico della cliente e dell’individuazione di un percorso specifico ed efficace di psicosomatica applicata all'estetica, in cui l'inestetismo acquista una valenza trasversale rispetto al nostro sentire assoluto e totale.