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venerdì 6 settembre 2013

La verità sui cosmetici bio: approfondimenti- The truth about organic comestics: insights

Dopo aver analizzato nell'ultimo articolo cosa vuol dire cosmetico bio o eco, ecco qualche ulteriore approfondimento per fare luce nel mare ingarbugliato della cosmesi "biologica".

Non esiste un  prodotto Green in assoluto

Nella società dei consumi tutti i prodotti industriali comportano consumi energetici e impatti ambientali non  nulli. E’ compito del marketing far capire o intendere che un prodotto è migliore da quel punto di vista. 
Quello che si può vendere è un prodotto GREENER, cioè, più verde.
Non si può affermare che un cosmetico, in quanto green , sia più sicuro ed efficace.

Vediamo di sfatare insieme alcuni miti:

La Bufala del NATURAL OCCURRING
 Si fa intendere al consumatore che l’ingrediente è “migliore” o “più sano” o “più ecologico” in quanto “rintracciabile in natura” , ad esempio negli estratti di alcune piante. Ma l’ingrediente utilizzato nel cosmetico in realtà è totalmente o parzialmente prodotto con processi chimici e di sintesi , per lo più all’interno della filiera petrolchimica. Tipico esempio: il Potassium Sorbate , che si fa intendere che provenga dalla pianta del sorbo ed è invece per lo più prodotto con reazione di condensazione da crotonaldehyde e ketene.



Certificato Organic al 95%
In Europa , al momento, non esiste uno standard per la certificazione del cosmetico Organic ( che significherebbe “derivato da agricoltura o coltivazione biologica” ) o ECO-BIO pertanto chiunque in Europa può autodefinirsi NATURAL , ORGANIC o ECO-BIO , oppure farsi certificare dall’ente con le specifiche o disciplinari che gli fanno più comodo. E’ una bufala che alcune di queste certificazioni europee si vendano come uno standard armonizzato e visto che la problematica dei claims “green” ingannnevoli o fuorvianti è emersa in misura rilevante l’Europa ha inserito articoli specifici ( in particolare l’art. 20 ) nel nuovo regolamento cosmetico e sta completando con l’ISO (International Organization for Standardization) una definizione standard dei termini Naturale, Eco- Bio Organic nel cosmetico. Questa ECOBUFALA si arricchisce di un ulteriore dettaglio; al consumatore molte volte si racconta che il prodotto cosmetico è ORGANIC in quanto contiene il 70-80-90% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Considerata che la stragrande maggioranza dei cosmetici skin care è composta prevalentemente di acqua, questa non dovrebbe essere conteggiata tra gli ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Anche l’utilizzo di idroliti ( macerati o estratti acquosi come l’acqua di hamamelis o l’acqua di rose ) non comporta che questi siano totalmente ORGANIC , in genere un idrolito è composto per il 99,9% di acqua ( di rubinetto ! ) che non può essere definita ORGANIC o derivata da cultura “BIOLOGICA”.



I potenziali allergeni derivati da oli essenziali sono meno rischiosi
Una sostanza è potenzialmente allergenica indipendentemente da come viene prodotta o estratta. Non importa che sia naturale, di sintesi o trovata sulla luna, il rischio allergenico è perfettamente lo stesso. Quando la direttiva europea ha imposto di comunicare al consumatore l’eventuale presenza oltre una certa soglia dei più comuni potenziali allergeni molti produttori di cosmetici “green” hanno dapprima pensato di esserne esonerati; poi visto che utilizzando oli essenziali era quasi inevitabile trovarsi di queste sostanze rischiose nella lista ingredienti hanno pensato di “giustificarle”. Oggi è molto comune individuare una lunga lista di potenziali allergeni tra gli ingredienti dei cosmetici del segmento ECO-BIO o GREEN, ma spesso un asterisco dichiara :” derivato dal olio essenziale “, quasi si volesse intendere che un potenziale allergene di origine naturale fosse meno ” dannoso ” della stessa molecola di sintesi.



 Paraffina e Petrolato non sono Naturali
Al contrario paraffine e petrolati sono miscele di idrocarburi fossili che si trovano in natura. Anzi le problematiche di sicurezza evidenziate dalla direttiva europea che ha inserito molti derivati del petrolio tra gli ingredienti non inseribili nel cosmetico sono legate alla naturale “variabilità” di queste miscele di idrocarburi ed alla purezza finale dopo la raffinazione . L’industria cosmetica si è precipitata a sostituire le paraffine e petrolati “naturali” con ingredienti di sintesi come polidecene idrogenato e isoparaffine…

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After analyzing in the last post what "organic" cosmetic means, here some further insight to shed a light in to the knotty organic cosmetic' ocean.

An absolute green product doesn't exist.
In the consumer' society all the industrial products involve not zero energy waste and environmental impact . It is a marketing assignment to make you intend that a product is better from that point of view.
What can be sold is a greener product.
We can not say that a cosmetic is safer and more efficacious just because is green.

The lie of the natural occurring.
The consumer is led to believe that the ingredient is better or healthier or more ecological because traceable in nature, for example in some herbal extract.
But the ingredient used in the cosmetic is actually partially or totally produced with chimical and synthesis processes, mostly inside the petrochemical industry.

95% Organic Certificate 
At the moment in Europe a standard for Eco or Organic cosmetic certification doesn't exist, anyone in Europe can name itself "Natural" or " Organic" or "Eco", or can get the certification from the institution with the more comfortable specifics.
Many times the consumer is told that the cosmetic product is "organic" because it contains the 70-80-90% of ingredients from organic farming. Considering that the vast majority of skin care products is mainly composed by water, this one should not be considered among the ingredient from organic farming.
The use of hydrolitis doesn't imply that they are totally Organic, because generally an hydrolit is composed for the 99,9% of water ( tap water) that can not be defined organic or derived from organic farming!!

The potential allergens derived from essential oils are less risky
A substance is potentially allergenic indipendently from how it is produced or extract. It doesn't matter if it's natural, synthetic or found on the moon, the allergenic risk is just the same.
When the european directive imposed to communicate to the consumer the possible presence beyond a certain threshold of the most common allergenics, many green cosmetics producers thought first to be exonerated, then seen that using essential oils it was almost inevitable to find these risky substances in the list of ingredients they thought to justify them. Today is very common to identify a long list of potential allergens among the ingredients of cosmetics of the segment "eco-green-organic", but often an asterisk delcares:"derived from essential oil", they nearly want us to intend that a potential allergen from natural origin is less dangerous than the same synthetic molecule.

Paraffin and Petrolatum are not natural
On the contrary, paraffin and petrolatum are fossil hydrocarbons' mixture find in nature. Indeed the safety problems highlighted from the european directives that have included many petroleum derived among the ingredients not includable in the cosmetic are connected to the natural variability of this hydrocarbons mixtures and to the final pureness after the refining. The cosmetic industry rush over to replace the "natural" paraffin and petrolatum with synthesis ingredients such as polydecene hydrogenated and isoparaffins..





Credits: http://www.nononsensecosmethic.org/

mercoledì 15 maggio 2013

L'angolo dell'impresa

Da oggi nasce all'interno del nostro blog una nuova rubrica, L'angolo dell'impresa, che guarda al mondo delle estetiste professioniste da un punto di vista tecnico e normativo: dalle problematiche legislative, alla possibilità di fare rete di imprese, si affronteranno temi spinosi come quello della concorrenza sleale e dell'abusivismo fino ai nuovi progetti per il settore estetico.
A dare voce a tutto questo il presidente CNA  Benessere e Sanità  Fermo e CNA  estetica e benessere  Marche: Perlita Vallasciani.

Puntare sulla formazione  per  un’estetista che abbia ancora futuro nel mercato

Le problematiche  inerenti alla figura dell’estetista sono veramente molte , dalla concorrenza sleale del sommerso a quella della grande distribuzione che come abbiamo potuto vedere proprio in questi giorni nulla possiamo. Il grido Bye  bye estetista  è quasi un annuncio  alla scomparsa di una figura  conosciuta come quella che toglie i peli , se ci riflettiamo per un attimo potremmo alla fine anche trarne un vantaggio da questo , nel senso che oggi l’estetista fa molte altre cose più specialistiche rispetto la banale ceretta !!!
Dove dovremmo lavorare molto e tutte insieme ?  Pensate al  D/M 110  quello sulle apparecchiature per intenderci , è bene sapere che tutto ciò che non è elencato non può essere utilizzato dall'estetista !! Così non potremmo avere sviluppi !!
Pensate che oggi una qualifica professionale di estetica non è realmente valida in tutto il territorio nazionale  per il semplice fatto che con l’autonomia delle Regioni il piano formativo risulta diverso , in alcune regioni del nord  vi è l’obbligo del 4° anno e se una ragazza diplomata al 3° anno nella nostra Regione decidesse di aprire un centro o fare la direttrice tecnica a Milano deve recuperare un intero anno. Allora carissime colleghe è veramente importante pensare ad una formazione omogenea ed adeguata , a livello nazionale le associazioni di categoria  come CNA attraverso il coordinamento di Estetica  si sta lavorando sulla possibilità  di ottenere una formazione che dia un riconoscimento di scuola secondaria superiore  che dia  la  possibilità di proseguire  anche una specializzazione Universitaria  al fine di poter dare la giusta dignità  alla figura dell’estetista come professionista  in quanto al momento  rischia soltanto di divenire figura subordinata di altre professioni tipo quelle sanitarie. Se pensiamo che la legge 1/90  fu una grandissima e lunghissima discussione perché all’epoca  si era considerate affini di barbieri e parrucchieri  e dopo oltre venti anni  si rischia di perdere il mercato conquistato perché non siamo  oggi  ritenute adeguatamente preparate per le tecnologie di cui oggi possiamo disporre  e non solo , secondo gli standard europei che si stanno visionando in questi giorni noi siamo all’ultimo posto per competenze e formazione !! Dobbiamo assolutamente adeguarci e lottare tutte insieme perché le nostre politiche ci diano veramente ascolto. Non posso farlo però io da sola e nemmeno tutte le  poche colleghe impegnate nelle associazioni , c’è bisogno che la categoria sia unita e partecipativa  altrimenti non succederà mai nulla di quello che vorremmo che sia per la figura dell’estetista in Italia."

Presidente
CNA  Benessere e Sanità  Fermo
CNA  estetica e benessere  Marche
Perlita Vallasciani