Ti sei mai chiesta cosa causa l'accumulo di grasso nel nostro corpo e quanto peso hanno le emozioni?
Abbiamo raggiunto la consapevolezza che non è questione di dieta, ma di peso: il peso delle emozioni, delle paure, del risentimento, della rabbia e dei sensi di colpa.
Per questo bisogna rimuovere i meccanismi di tipo difensivo o compensativo che causano l'accumulo di grasso nel corpo e liberarci dalla pesantezza fisica ed emotiva.
Per ritrovare la leggerezza fisica e interiore servono piccoli rituali quotidiani:
- chiedi scusa: il perdono migliora la qualità della nostra vita, ci fa ammalare di meno e permette un maggiore equilibrio fisico, psichico ed emozionale. Ci aiuta a ridefinire noi stessi e sviluppare maggiore potere personale. Ci libera dalla dipendenza emotiva e mentale.
- sii più indulgente con te stessa: chi, pur riconoscendo i propri lati oscuri, vede il bicchiere mezzo pieno, riduce i geni dell'infiammazione e il rischio di ammalarsi.
- il potere del riordino: le tecniche di sgombro sono molto efficaci come strumento di esplorazione e crescita personale, ci aiutano a prendere contatto con le emozioni negative che ci portano ad accumulare, ci permettono di costruire forza e fiducia per vivere senza zavorre.
- coccole: riempiti di coccole che ti fanno stare bene, una chiacchierata con un'amica, una passeggiata con tuo figlio o tua mamma, un bagno caldo, un trattamento estetico per vederti ancora più bella.
- vivi appieno ogni esperienza: le esperienze appaganti danno una sensazione di benessere profonda e durevole, più integrale alla nostra identità.
- ritualità: un gesto, una camminata, un respiro, un abbraccio, il pasto, tutto può diventare un rito, da compiere con assoluta presenza e consapevolezza.
- il buongiorno si vede dal mattino: il primo pensiero, la prima azione, la prima parola al risveglio influenzano l'intera giornata. Il risveglio è un momento di sintonizzazione interiore che prepara il corpo, le emozioni, l'energia vitale e la mente ad allinearsi.
- il diario dei sogni: scrivere i sogni ci aiuta a capire su cosa è importante focalizzare l'attenzione, osservare e comprendere quelle parti di noi che chiedono ascolto. Il nostro inconscio che lavora ed elabora.
- meditazione: le pratiche meditative attivano il sistema parasimpatico che riduce lo stato infiammatorio come l'ansia, il senso di solitudine, i disturbi del sonno.
- due passi nel bosco: camminare nel verde migliora l'umore, riduce lo stress e cura depressione ed ipertensione. Fare una passeggiata in un bosco secolare è un'esperienza sensoriale che tutti dovremmo fare per alcune ore almeno una volta l'anno.
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martedì 1 ottobre 2019
La fame d'emozioni
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martedì 6 novembre 2018
Rughe: come non le avevi mai viste
Nell'approccio e nello studio dei vari inestetismi, abbiamo spesso parlato di psicosomatica, di Metamedicina nello specifico, come uno dei possibili modi per analizzare, capire e provare a risolvere il problema. Ma l'evoluzione degli studi ci portano a confrontarci con nuove visioni, molto più complete e interessanti dal punto di vista scientifico e biologico rispetto alla comprensione delle varie e differenti manifestazioni del nostro corpo. Con la nuova medicina germanica del Dottor Hamer riusciamo ad avere una visione diversa, più completa, e a comprendere biologicamente l’origine dell’inestetismo.
Cosa provoca la comparsa delle rughe?
La Metamedicina ci parla di “durezza rapporto con gli altri “ e di un significato psicosomatico che ci racconta di una disarmonia che viviamo, come a dire “non ho voglia di essere gentile con voi solo per farmi voler bene... prendetemi come sono perché non ho intenzione di cambiare per farvi piacere”
E' possibile che mi senta minacciato dagli altri nella mia libertà di essere?
Perché mi sento minacciato? Perché non mi sento libero di potermi esprimere come voglio?
Guardando nella propria vita si possono scovare situazioni represse che ci hanno fatto vivere sempre le stesse dinamiche o ritrovare credenze che ci stanno limitando da sempre. Prenderne coscienza per poi liberarcene ci permetterà di trasformare la nostra vita e di trovare le soluzioni per migliorarla.
Con la nuova medicina germanica del Dottor Hamer siamo in un campo diverso, non si parla più di psicologia o psicosomatica, ma di biologia.
La pelle ricopre tutto il nostro corpo, e riveste anche il ruolo della sensorialità più estesa e sviluppata: il tatto.
Essa è l'organo attraverso il quale abbiamo il contatto con il mondo e gli altri.
In biologia questa è la sua funzione, così reagisce con una fisiologia speciale in tutte le occasioni in cui succede qualcosa di inaspettato rispetto al percepire il contatto, per esempio un'improvvisa perdita di contatto.
Il Dr. Hamer ha scoperto che le malattie della pelle sono sempre collegate a “conflitti di separazione” che la persona prova nei riguardi di figli, genitori, partner, amici che hanno “lacerato” la pelle
Le TC cerebrali di questi pazienti hanno mostrato che questi tipi di conflitti colpiscono senza eccezione la cosiddetta corteccia sensoriale, che è la parte del cervello che si è sviluppata durante il corso dell’evoluzione in accordo con l’organizzazione del branco e della famiglia e la capacità di esprimere un legame sociale ed emozionale attraverso il contatto della pelle.
La separazione da una persona amata può essere emozionalmente molto stressante. In Natura, la separazione dal branco, o da un amico è, biologicamente parlando, una condizione di emergenza. Per questo, un Programma Speciale Biologico e Sensato entra in azione per assistere l’organismo nell'affrontare questo evento traumatico. Durante la fase di conflitto attivo, la pelle perde cellule epidermiche causando una diminuzione di sensibilità al tatto. Questa paralisi sensoria è una forma naturale di protezione da ulteriori traumi di questo genere. Come conseguenza di questa perdita di cellule epidermiche, la pelle diventa secca, rugosa e potrebbe squamarsi.
Un punto di vista innovativo, che sicuramente merita una riflessione e qualche approfondimento, e che ci porta a percorrere un viaggio alla ricerca del conflitto che ha generato questo inestetismo in questo specifico caso.
In quest’ottica, i trattamenti estetici si integrano trasversalmente all'interno di un percorso completo in cui la cliente è il centro di tutto, e l’anamnesi cosi come la corretta percezione del suo problema e la scelta del percorso più adatto, ci porterà ad una progressiva risoluzione dell’inestetismo.
Ecco perché per noi della Exa la formazione sull'anamnesi, sulla conoscenza e l’analisi del biotipo diventa di fondamentale importanza al fine della presa in carico della cliente e dell’individuazione di un percorso specifico ed efficace di psicosomatica applicata all'estetica, in cui l'inestetismo acquista una valenza trasversale rispetto al nostro sentire assoluto e totale.
Cosa provoca la comparsa delle rughe?
La Metamedicina ci parla di “durezza rapporto con gli altri “ e di un significato psicosomatico che ci racconta di una disarmonia che viviamo, come a dire “non ho voglia di essere gentile con voi solo per farmi voler bene... prendetemi come sono perché non ho intenzione di cambiare per farvi piacere”
E' possibile che mi senta minacciato dagli altri nella mia libertà di essere?
Perché mi sento minacciato? Perché non mi sento libero di potermi esprimere come voglio?
Guardando nella propria vita si possono scovare situazioni represse che ci hanno fatto vivere sempre le stesse dinamiche o ritrovare credenze che ci stanno limitando da sempre. Prenderne coscienza per poi liberarcene ci permetterà di trasformare la nostra vita e di trovare le soluzioni per migliorarla.
Con la nuova medicina germanica del Dottor Hamer siamo in un campo diverso, non si parla più di psicologia o psicosomatica, ma di biologia.
La pelle ricopre tutto il nostro corpo, e riveste anche il ruolo della sensorialità più estesa e sviluppata: il tatto.
Essa è l'organo attraverso il quale abbiamo il contatto con il mondo e gli altri.
In biologia questa è la sua funzione, così reagisce con una fisiologia speciale in tutte le occasioni in cui succede qualcosa di inaspettato rispetto al percepire il contatto, per esempio un'improvvisa perdita di contatto.
Il Dr. Hamer ha scoperto che le malattie della pelle sono sempre collegate a “conflitti di separazione” che la persona prova nei riguardi di figli, genitori, partner, amici che hanno “lacerato” la pelle
Le TC cerebrali di questi pazienti hanno mostrato che questi tipi di conflitti colpiscono senza eccezione la cosiddetta corteccia sensoriale, che è la parte del cervello che si è sviluppata durante il corso dell’evoluzione in accordo con l’organizzazione del branco e della famiglia e la capacità di esprimere un legame sociale ed emozionale attraverso il contatto della pelle.
La separazione da una persona amata può essere emozionalmente molto stressante. In Natura, la separazione dal branco, o da un amico è, biologicamente parlando, una condizione di emergenza. Per questo, un Programma Speciale Biologico e Sensato entra in azione per assistere l’organismo nell'affrontare questo evento traumatico. Durante la fase di conflitto attivo, la pelle perde cellule epidermiche causando una diminuzione di sensibilità al tatto. Questa paralisi sensoria è una forma naturale di protezione da ulteriori traumi di questo genere. Come conseguenza di questa perdita di cellule epidermiche, la pelle diventa secca, rugosa e potrebbe squamarsi.
Un punto di vista innovativo, che sicuramente merita una riflessione e qualche approfondimento, e che ci porta a percorrere un viaggio alla ricerca del conflitto che ha generato questo inestetismo in questo specifico caso.
In quest’ottica, i trattamenti estetici si integrano trasversalmente all'interno di un percorso completo in cui la cliente è il centro di tutto, e l’anamnesi cosi come la corretta percezione del suo problema e la scelta del percorso più adatto, ci porterà ad una progressiva risoluzione dell’inestetismo.
Ecco perché per noi della Exa la formazione sull'anamnesi, sulla conoscenza e l’analisi del biotipo diventa di fondamentale importanza al fine della presa in carico della cliente e dell’individuazione di un percorso specifico ed efficace di psicosomatica applicata all'estetica, in cui l'inestetismo acquista una valenza trasversale rispetto al nostro sentire assoluto e totale.
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venerdì 13 luglio 2018
La tua cellulite esiste in misura della tua infelicità
Parlare di cellulite provoca cellulite.
Continuare a focalizzare la propria attenzione sulla cellulite, non fa che aumentarla.
Questa è la verità: più ci intestardiamo e incaponiamo su di essa, più faremo fatica a "combatterla".
E' ormai innegabile l'evidente connessione psicosomatica di ogni manifestazione del corpo, ce ne rendiamo conto ogni giorno, ascoltando i segnali che ci invia, facendo attenzione ai piccoli grandi indicatori, a come si modifica in base a quello che viviamo, alle nostre emozioni, soprattutto a quelle che facciamo fatica a riconoscere, quelle che lavorano dentro di noi, silenziosamente, ma profondamente.
E come abbiamo più volte raccontato, anche la cellulite è espressione dei nostri sentimenti, del nostro sentire, della nostra scarsa fiducia in noi stesse che ci porta a creare una sorta di barriera fisica per proteggerci da quello che crediamo gli altri pensino di noi.
Tratteniamo: sensazioni, emozioni, per paura di stare male e questo contenere non fa che alimentare la cellulite, tratteniamo liquidi che si accumulano e di conseguenza facciamo i conti con questo inestetismo che ci accompagna finché non decidiamo di lavorare su noi stesse.
Come?
Cercando di essere felici. Di quello che siamo, di quello che abbiamo, della nostra vita, di quello che possiamo fare, decidere, scegliere, avere, vivere.
Amarsi e accettarsi, volersi bene, prendersi cura di se, dedicarsi del tempo per stare bene.
Il segreto è tutto li, nell'intenzione che mettiamo quando ci spalmiamo la crema anticellulite, se crediamo che ci farà bene, sarà più efficace.
Quando riusciamo a staccare dai problemi , dallo stress, dalle negatività e ci sottoponiamo a un trattamento per coccolarci, i risultati saranno straordinari. La mente, le emozioni, le intenzioni hanno un potere incredibile, se solo riusciamo a prenderne coscienza e consapevolezza.
Certo la vita ci mette spesso alla prova, è faticosa e anche dolorosa, ma c'è sempre un modo di rialzarsi, un modo per scegliere di andare avanti, crederci, e ripartire ogni giorno da se: si chiama amore.
Continuare a focalizzare la propria attenzione sulla cellulite, non fa che aumentarla.
Questa è la verità: più ci intestardiamo e incaponiamo su di essa, più faremo fatica a "combatterla".
E' ormai innegabile l'evidente connessione psicosomatica di ogni manifestazione del corpo, ce ne rendiamo conto ogni giorno, ascoltando i segnali che ci invia, facendo attenzione ai piccoli grandi indicatori, a come si modifica in base a quello che viviamo, alle nostre emozioni, soprattutto a quelle che facciamo fatica a riconoscere, quelle che lavorano dentro di noi, silenziosamente, ma profondamente.
E come abbiamo più volte raccontato, anche la cellulite è espressione dei nostri sentimenti, del nostro sentire, della nostra scarsa fiducia in noi stesse che ci porta a creare una sorta di barriera fisica per proteggerci da quello che crediamo gli altri pensino di noi.
Tratteniamo: sensazioni, emozioni, per paura di stare male e questo contenere non fa che alimentare la cellulite, tratteniamo liquidi che si accumulano e di conseguenza facciamo i conti con questo inestetismo che ci accompagna finché non decidiamo di lavorare su noi stesse.
Come?
Cercando di essere felici. Di quello che siamo, di quello che abbiamo, della nostra vita, di quello che possiamo fare, decidere, scegliere, avere, vivere.
Amarsi e accettarsi, volersi bene, prendersi cura di se, dedicarsi del tempo per stare bene.
Il segreto è tutto li, nell'intenzione che mettiamo quando ci spalmiamo la crema anticellulite, se crediamo che ci farà bene, sarà più efficace.
Quando riusciamo a staccare dai problemi , dallo stress, dalle negatività e ci sottoponiamo a un trattamento per coccolarci, i risultati saranno straordinari. La mente, le emozioni, le intenzioni hanno un potere incredibile, se solo riusciamo a prenderne coscienza e consapevolezza.
Certo la vita ci mette spesso alla prova, è faticosa e anche dolorosa, ma c'è sempre un modo di rialzarsi, un modo per scegliere di andare avanti, crederci, e ripartire ogni giorno da se: si chiama amore.
giovedì 9 novembre 2017
La pelle emotiva
La pelle è il confine tra ciò che siamo intimamente e il mondo esterno, fatto del rapporto con gli altri: funge da barriera, da ponte per trattenere e proteggerci, lasciare affiorare ed esprimersi.
La pelle racconta la nostra personalità, soprattutto quando viviamo un conflitto, esprime a proprio modo quello che noi non siamo in grado di comunicare.
Emozioni, sentimenti, tensioni, spesso trovano un modo di parlarci attraverso manifestazioni cutanee improvvise, passeggere, durature, croniche.
La nostra pelle è un importante organo di difesa e protezione capace di strutturarsi in base alle esigenze, diventando una vera e propria spia del nostro stato di salute che dobbiamo imparare a leggere, ascoltare e decodificare con attenzione amorevole.
Cosi, il dolore che provoca la rabbia inconfessata, il risentimento, la recriminazione che abbiamo interiorizzato, vengono sfogati sulla pelle. Le reazioni cutanee di prurito sono a volte riconducibili a una tossicità autoprodotta da noi stessi nel tentativo di controllare il problema all'origine.
Le emozioni segnano la nostra pelle e traspaiono sentimenti e disagi interiori, la pelle diventa più fragile e anche più vulnerabile ai fattori esterni ed interni: sbalzi termici, raggi uv, inquinamento, stress, abitudini errate.
E' lo specchio di alcune emozioni inespresse che la segnano esternando le emozioni e i pensieri:
il rossore, la sudorazione, il pallore, possono esprimere disagi e stati d'animo che abbiamo dentro.
La pelle racconta e ci parla del nostro vissuto, della nostra emotività e le emozioni vissute in maniera conflittuale lanciano il proprio messaggio attraverso di essa.
Lasciamo andare, liberiamoci delle emozioni che ci tengono in ostaggio, sfoghiamole, parliamo, abbracciamo, e soprattutto amiamoci.
E per la pelle ultra sensibile una coccola quotidiana per lenire, proteggere, nutrire: Honey Care è la crema specifica per la pelle sensibile, delicata e idratante, rafforza la barriera cutanea, favorisce la rigenerazione cellulare e preserva la giovinezza della pelle .
La pelle racconta la nostra personalità, soprattutto quando viviamo un conflitto, esprime a proprio modo quello che noi non siamo in grado di comunicare.
Emozioni, sentimenti, tensioni, spesso trovano un modo di parlarci attraverso manifestazioni cutanee improvvise, passeggere, durature, croniche.
La nostra pelle è un importante organo di difesa e protezione capace di strutturarsi in base alle esigenze, diventando una vera e propria spia del nostro stato di salute che dobbiamo imparare a leggere, ascoltare e decodificare con attenzione amorevole.
Cosi, il dolore che provoca la rabbia inconfessata, il risentimento, la recriminazione che abbiamo interiorizzato, vengono sfogati sulla pelle. Le reazioni cutanee di prurito sono a volte riconducibili a una tossicità autoprodotta da noi stessi nel tentativo di controllare il problema all'origine.
Le emozioni segnano la nostra pelle e traspaiono sentimenti e disagi interiori, la pelle diventa più fragile e anche più vulnerabile ai fattori esterni ed interni: sbalzi termici, raggi uv, inquinamento, stress, abitudini errate.
E' lo specchio di alcune emozioni inespresse che la segnano esternando le emozioni e i pensieri:
il rossore, la sudorazione, il pallore, possono esprimere disagi e stati d'animo che abbiamo dentro.
La pelle racconta e ci parla del nostro vissuto, della nostra emotività e le emozioni vissute in maniera conflittuale lanciano il proprio messaggio attraverso di essa.
Lasciamo andare, liberiamoci delle emozioni che ci tengono in ostaggio, sfoghiamole, parliamo, abbracciamo, e soprattutto amiamoci.
E per la pelle ultra sensibile una coccola quotidiana per lenire, proteggere, nutrire: Honey Care è la crema specifica per la pelle sensibile, delicata e idratante, rafforza la barriera cutanea, favorisce la rigenerazione cellulare e preserva la giovinezza della pelle .
mercoledì 26 ottobre 2016
Perchè ingrassiamo?
Vi siete mai chieste perché alcune di noi hanno la tendenza ad ingrassare più facilmente e altre invece potrebbero ingurgitare di tutto rimanendo assolutamente magrissime?
questione di metabolismo?
di geni?
di Dna?
di alimentazione sbagliata?
di attività fisica?
Già..in realtà sono anni che ci sentiamo dire queste cose. Ma sarà proprio cosi?
E se invece ci fosse una causa più profonda, da ricercarsi nella nostra mente, nelle nostre emozioni, nei collegamenti tra queste e il corpo?
E se il problema fosse da ricercarsi in un blocco energetico, un conflitto vissuto dentro che ci porta a crearci una sorta di protezione, di scudo contro l'esterno per evitare di soffrire?
Ingrassare potrebbe essere una risposta del nostro corpo a determinate emozioni.
In realtà, quando ingrassiamo stiamo comunicando un bisogno, un desiderio di protezione.
Magari quando ci siamo sentite umiliate nella nostra infanzia, e questo ci porta ad un collegamento al sentimento della vergogna, alla paura di provare vergogna. Forse qualcuno si vergogna di noi o ci fa vergognare.
L'eccesso di peso potrebbe essere una protezione contro quelle persone che ci caricano troppo di responsabilità,
Potrebbe essere legato alla sensazione di sentirsi prigioniera da molto tempo, di una situazione, di una persona.
O ancora succede che a volte ingrassiamo per non essere desiderabili al nostro partner, perché abbiamo paura di essere ingannate o perché non sappiamo dire no...
Quando ingrassiamo stiamo dando voce al senso di colpa per occupare il nostro posto nella vita.
In tutti questi casi la tendenza ad ingrassare è tipica di persone ipersensibili, che tentanto attraverso il proprio corpo di esprimere un bisogno, un disagio, un'emozione.
questione di metabolismo?
di geni?
di Dna?
di alimentazione sbagliata?
di attività fisica?
Già..in realtà sono anni che ci sentiamo dire queste cose. Ma sarà proprio cosi?
E se invece ci fosse una causa più profonda, da ricercarsi nella nostra mente, nelle nostre emozioni, nei collegamenti tra queste e il corpo?
E se il problema fosse da ricercarsi in un blocco energetico, un conflitto vissuto dentro che ci porta a crearci una sorta di protezione, di scudo contro l'esterno per evitare di soffrire?
Ingrassare potrebbe essere una risposta del nostro corpo a determinate emozioni.
In realtà, quando ingrassiamo stiamo comunicando un bisogno, un desiderio di protezione.
Magari quando ci siamo sentite umiliate nella nostra infanzia, e questo ci porta ad un collegamento al sentimento della vergogna, alla paura di provare vergogna. Forse qualcuno si vergogna di noi o ci fa vergognare.
L'eccesso di peso potrebbe essere una protezione contro quelle persone che ci caricano troppo di responsabilità,
Potrebbe essere legato alla sensazione di sentirsi prigioniera da molto tempo, di una situazione, di una persona.
O ancora succede che a volte ingrassiamo per non essere desiderabili al nostro partner, perché abbiamo paura di essere ingannate o perché non sappiamo dire no...
Quando ingrassiamo stiamo dando voce al senso di colpa per occupare il nostro posto nella vita.
In tutti questi casi la tendenza ad ingrassare è tipica di persone ipersensibili, che tentanto attraverso il proprio corpo di esprimere un bisogno, un disagio, un'emozione.
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venerdì 2 settembre 2016
La ritenzione idrica e il conflitto del profugo
Oggi vi racconterò la storia di un organismo molto molto antico, molto ambizioso ma anche pieno di paure. E vi racconterò di come fu lui la causa di tutti i nostri problemi di ritenzione idrica.
C’era una volta, trecento milioni di anni fa, un organismo che viveva in acqua, destinato a grandi cose. Combattuto tra il desiderio di conquistare l’aria e la terra ferma, e il terrore di non riuscire a sopravvivere senza acqua, si gonfiò all'inverosimile di liquidi al suo interno per avere una chance di vita, senza disidratarsi, mentre aspettava l’arrivo della successiva marea.
Quell'antichissimo organismo, altro non era che la prima fase dell’origine dell’essere umano.
Milioni di anni di evoluzione non sono bastati per placare questo senso di smarrimento in un ambiente ostile, la perdita di riferimenti e la paura di dover lottare per la propria vita.
Ancora oggi reagiamo, a livello viscerale, con questo antico programma speciale e sensato ogni volta che ci sentiamo persi senza più i nostri punti di riferimento, soli e abbandonati a noi stessi, in lotta per la nostra stessa esistenza.
Da qui il termine di “profugo” usato dal Dottor Hamer per spiegare l’origine della ritenzione idrica: quando l'organismo percepisce di essere in un ambiente ostile, diminuisce la funzione secretoria renale per ritenere i liquidi e avere maggiori probabilità di sopravvivenza.
Come se ci trovassimo a dovere attraversare un deserto, avendo perso ogni riferimento, non sapendo più dov'è casa, non sapendo quando mai arriveremo...la risposta per la sopravvivenza dell'organismo è l'immediato stoccaggio dei liquidi, per rallentare il più possibile la disidratazione.
È la storia dell’evoluzione, una storia fatta di istinto di sopravvivenza, di paure ancestrali, di conflitti interiori, di desiderio di andare avanti ma col terrore di perdere qualcosa, o qualcuno.
Trattenere i liquidi, senza disidratarci, nel caso un'onda ci avesse spinto fino a riva, ha reso possibile la nostra sopravvivenza; ecco perché, ancora oggi, reagiamo attivando questo programma biologicamente sensato, quando viviamo situazioni nelle quali:
- ci sentiamo come "pesci fuor d'acqua"
- quando perdiamo ogni punto di riferimento
- quando ci sentiamo catapultati in una situazione diversa, in un "territorio" che non è più il nostro
Un vero e proprio programma biologico vitale, il quale è stato capace, nella nostra storia evolutiva, di garantirci maggiori chance di sopravvivenza.
C’era una volta, trecento milioni di anni fa, un organismo che viveva in acqua, destinato a grandi cose. Combattuto tra il desiderio di conquistare l’aria e la terra ferma, e il terrore di non riuscire a sopravvivere senza acqua, si gonfiò all'inverosimile di liquidi al suo interno per avere una chance di vita, senza disidratarsi, mentre aspettava l’arrivo della successiva marea.
Quell'antichissimo organismo, altro non era che la prima fase dell’origine dell’essere umano.
Milioni di anni di evoluzione non sono bastati per placare questo senso di smarrimento in un ambiente ostile, la perdita di riferimenti e la paura di dover lottare per la propria vita.
Ancora oggi reagiamo, a livello viscerale, con questo antico programma speciale e sensato ogni volta che ci sentiamo persi senza più i nostri punti di riferimento, soli e abbandonati a noi stessi, in lotta per la nostra stessa esistenza.
Da qui il termine di “profugo” usato dal Dottor Hamer per spiegare l’origine della ritenzione idrica: quando l'organismo percepisce di essere in un ambiente ostile, diminuisce la funzione secretoria renale per ritenere i liquidi e avere maggiori probabilità di sopravvivenza.
Come se ci trovassimo a dovere attraversare un deserto, avendo perso ogni riferimento, non sapendo più dov'è casa, non sapendo quando mai arriveremo...la risposta per la sopravvivenza dell'organismo è l'immediato stoccaggio dei liquidi, per rallentare il più possibile la disidratazione.
È la storia dell’evoluzione, una storia fatta di istinto di sopravvivenza, di paure ancestrali, di conflitti interiori, di desiderio di andare avanti ma col terrore di perdere qualcosa, o qualcuno.
Trattenere i liquidi, senza disidratarci, nel caso un'onda ci avesse spinto fino a riva, ha reso possibile la nostra sopravvivenza; ecco perché, ancora oggi, reagiamo attivando questo programma biologicamente sensato, quando viviamo situazioni nelle quali:
- ci sentiamo come "pesci fuor d'acqua"
- quando perdiamo ogni punto di riferimento
- quando ci sentiamo catapultati in una situazione diversa, in un "territorio" che non è più il nostro
Un vero e proprio programma biologico vitale, il quale è stato capace, nella nostra storia evolutiva, di garantirci maggiori chance di sopravvivenza.
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venerdì 15 luglio 2016
Cellulite e ansia da prestazione
La nostra cellulite non ne può più.
A furia di nominarla, occuparci di lei costantemente e ossessivamente, cercare rimedi, pillole magiche, creme e trattamenti per combatterla.
Soffre di ansia da prestazione ormai
Si sente sotto pressione e quindi, per tutta risposta, non fa altro che dare il peggio di sé.
Aumenta la ritenzione idrica, si stressa, moltiplica le cellule adipose, accresce il gonfiore, è al limite della sopportazione, di noi, delle nostre lamentele, delle nostre diete dell'ultimo minuto, delle nostre torture e della nostra fobia per lei.
Questo è il periodo in cui portiamo all'esasperazione la nostra lotta con la cellulite, facciamo di tutto per liberarcene, non riusciamo a guardarla, ad accettarla, a farcene una ragione.
E lei soffre, ancora di più, si infiamma e peggiora.
Cosa possiamo fare?
In realtà, il segreto è uno solo: freghiamocene.
Sembra assurdo, fuori contesto, impossibile.
Eppure è cosi: freghiamocene.
Basta dargli tutta questa attenzione, ossessionarci al suo pensiero. Questo non fa che peggiorare le cose, ci rende nervose, irrazionali, perdiamo di vista l'obiettivo e la lucidità, ci lasciamo trasportare dalla marea di soluzioni dell'ultimo minuto che ci consiglia l'amica di nostra sorella o la cugina della nostra migliore amica o chi per lei.
Ma la soluzione non è questa.
Se solo provassimo a cambiare prospettiva, a relativizzare quello che ci sembra un enorme problema, tutto sarebbe molto più semplice.
La fame nel mondo, le guerre, il buco nell'ozono.
Cos'è la cellulite paragonata a tutto questo?
Certo, direte voi: ma se ho conosciuto un bel ragazzo e ho paura che vedendo la mia cellulite non mi voglia più!
Bè, ti dico una cosa.
Lui se ne frega della cellulite: a lui piaci tu, la tua simpatia, la tua verve, il tuo modo di sorridere, il modo in cui lo guardi e lo fai sentire. Come accavalli le gambe e il modo in cui ti arrotoli una ciocca di capelli intorno al dito.
Dettagli, sono quelli che colpiscono, quelli che ti rendono unica e sexy.
Basta ossessionarti pensando solo a lei, alla cellulite.
Devi sentirti una strafiga lo stesso, perché lo sei.
Anche le modelle più magre, le star più famose ci fanno i conti.
Come tutte le donne di questo pianeta.
Non abbiamo l'esclusiva. Quindi basta ossessioni.
Lei è li e lasciamola li, senza darle troppa importanza.
Una volta fatto questo primo passo, il resto verrà da sè, perché imparando a valorizzare tutto il ben di Dio che abbiamo, impareremo ad amarci, e quindi a trattarci bene.
Miglioreremo l'alimentazione, lo stile di vita, senza stress.
E... magia magia... lei migliorerà, quasi senza che ce ne accorgiamo.
Spostando l'attenzione verso altro, ci sentiremo più sicure, più belle.
La cellulite è legata a una svalutazione estetica, secondo la Metamedicina, e superando questa svalutazione, riusciremo a migliorarla, ridimensioneremo quello che per noi sembra un "problema" ma che diventerà un semplice inestetismo.
E allora, saremo pronte per la nostra beauty trainer, che con un percorso personalizzato ci aiuterà e sosterrà e ci porterà verso nuovi mondi, dove la convivenza con lei sarà ancora possibile, e noi saremo assolutamente capaci di tenerla sotto controllo, senza stress, modellando e scolpendo, imparando a valorizzare i nostri punti forti, e a sentirci gratificate, forti, soddisfatte e meravigliosamente belle.
A furia di nominarla, occuparci di lei costantemente e ossessivamente, cercare rimedi, pillole magiche, creme e trattamenti per combatterla.
Soffre di ansia da prestazione ormai
Si sente sotto pressione e quindi, per tutta risposta, non fa altro che dare il peggio di sé.
Aumenta la ritenzione idrica, si stressa, moltiplica le cellule adipose, accresce il gonfiore, è al limite della sopportazione, di noi, delle nostre lamentele, delle nostre diete dell'ultimo minuto, delle nostre torture e della nostra fobia per lei.
Questo è il periodo in cui portiamo all'esasperazione la nostra lotta con la cellulite, facciamo di tutto per liberarcene, non riusciamo a guardarla, ad accettarla, a farcene una ragione.
E lei soffre, ancora di più, si infiamma e peggiora.
Cosa possiamo fare?
In realtà, il segreto è uno solo: freghiamocene.
Sembra assurdo, fuori contesto, impossibile.
Eppure è cosi: freghiamocene.
Basta dargli tutta questa attenzione, ossessionarci al suo pensiero. Questo non fa che peggiorare le cose, ci rende nervose, irrazionali, perdiamo di vista l'obiettivo e la lucidità, ci lasciamo trasportare dalla marea di soluzioni dell'ultimo minuto che ci consiglia l'amica di nostra sorella o la cugina della nostra migliore amica o chi per lei.
Ma la soluzione non è questa.
Se solo provassimo a cambiare prospettiva, a relativizzare quello che ci sembra un enorme problema, tutto sarebbe molto più semplice.
La fame nel mondo, le guerre, il buco nell'ozono.
Cos'è la cellulite paragonata a tutto questo?
Certo, direte voi: ma se ho conosciuto un bel ragazzo e ho paura che vedendo la mia cellulite non mi voglia più!
Bè, ti dico una cosa.
Lui se ne frega della cellulite: a lui piaci tu, la tua simpatia, la tua verve, il tuo modo di sorridere, il modo in cui lo guardi e lo fai sentire. Come accavalli le gambe e il modo in cui ti arrotoli una ciocca di capelli intorno al dito.
Dettagli, sono quelli che colpiscono, quelli che ti rendono unica e sexy.
Basta ossessionarti pensando solo a lei, alla cellulite.
Devi sentirti una strafiga lo stesso, perché lo sei.
Anche le modelle più magre, le star più famose ci fanno i conti.
Come tutte le donne di questo pianeta.
Non abbiamo l'esclusiva. Quindi basta ossessioni.
Lei è li e lasciamola li, senza darle troppa importanza.
Una volta fatto questo primo passo, il resto verrà da sè, perché imparando a valorizzare tutto il ben di Dio che abbiamo, impareremo ad amarci, e quindi a trattarci bene.
Miglioreremo l'alimentazione, lo stile di vita, senza stress.
E... magia magia... lei migliorerà, quasi senza che ce ne accorgiamo.
Spostando l'attenzione verso altro, ci sentiremo più sicure, più belle.
La cellulite è legata a una svalutazione estetica, secondo la Metamedicina, e superando questa svalutazione, riusciremo a migliorarla, ridimensioneremo quello che per noi sembra un "problema" ma che diventerà un semplice inestetismo.
E allora, saremo pronte per la nostra beauty trainer, che con un percorso personalizzato ci aiuterà e sosterrà e ci porterà verso nuovi mondi, dove la convivenza con lei sarà ancora possibile, e noi saremo assolutamente capaci di tenerla sotto controllo, senza stress, modellando e scolpendo, imparando a valorizzare i nostri punti forti, e a sentirci gratificate, forti, soddisfatte e meravigliosamente belle.
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mercoledì 29 aprile 2015
Bellezza e Metamedicina con Alice Camperi- terza parte
Che cos'è la Metamedicina
La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc.
Eccesso di peso: le cause possono essere svariate e, talvolta, possono esserci più cause concomitanti:
eccesso di peso in una persona sposata “Può darsi che il mio eccesso di peso corrisponda alla mia assicurazione di fedeltà? “
eccesso di peso per poter esprimere un bisogno di spazio;
eccesso di peso legato ad una situazione che ci pesa o ad un eccesso di responsabilità;
eccesso di peso per bisogno di attenzioni;
eccesso di peso legato alla compulsione, magari legato ad un vuoto da colmare, ad un'ossessione
“sono forse ossessionato dal mio eccesso di peso?”;
eccesso di peso per reazione “Mi amerà così come sono, anche grassa? Non voglio essere amata per il mio corpo ma per quella che sono;
eccesso di peso per solidarietà;
eccesso di peso che diventa una scusa;
eccesso di peso per identificazione...
(spiegazioni e risposte nel libro: “Il Grande Dizionario della Metamedicina” di Claudia Rainville).
-Smagliature: segni cutanei dovuti all'assottigliamento e alla perdita di elasticità del derma. Le smagliature sono l'equivalente delle screpolature della pelle che esprimono una tristezza mentre la perdita di elasticità può esprimere una perdita di flessibilità, di malleabilità all'interno della relazione di coppia.
Ho la sensazione che mi manchino gesti teneri o manifestazioni d'affetto da parte della persona che amo?
E' possibile che non apprezzi il mio corpo? E' possibile che mi svaluti esteticamente e che tutto questo mi faccia provare una certa tristezza?
*Vi posso raccontare la mia esperienza. Quando rimasi incinta del mio primo figlio eravamo tutti felici ed ero coccolata da tutti, specialmente da mio marito . Avevo preso una taglia in più di seno, e, quando nacque, nonostante lo abbia allattato per otto mesi, alla fine di questi il seno era rimasto meraviglioso...avere un seno grosso, può voler dire desiderio di maternità, essere una persona materna. Ecco perchè mi rimase così, più grosso e più bello: ero felice di essere mamma e stavo bene nel mio nuovo ruolo.
La seconda maternità, voluta ma inaspettata, l'ho di fattovissuta con più difficoltà. Avevo progetti da definire e tante cose da fare. E ,come spesso accade, durante la seconda gravidanza non si viene più coccolati come nella prima; a volte ci si sente dire: “ma sei sicura? Un'altro figlio? Non ti conveniva aspettare?”
Anche in questa gravidanza il seno mi venne più grosso, ma non mi sentivo bene come nella prima; a casa mi son ritrovata da sola con due cuccioli e nessuna delle attenzioni che ricevetti nella prima gravidanza: mio marito e mia mamma per sbaglio (e non a caso, perchè nulla accade per caso) avevano preso le ferie dal lavoro una settimana prima che partorissi. Fu così che rimasi completamente sola coi due pargoli: uno da allattare e l?altro, di tre anni, che stava vivendo un turbinio di emozioni. Non riuscii neanche ad allattare; il seno mi faceva tanto male e non avevo la pazienza di dedicarmi al mio secondo figlio come feci con il primo. Fu un grande dolore, più del parto; non ce la facevo proprio...mancavo di senso di protezione, di tranquillità ed in più mi svalutavo perchè non ero serena e felice come ero stata prima di allora. Mi ci volle un anno e mezzo per riprendermi per poter dare a mio figlio tutto l'affetto che non avevo sentivo neanche per me...ora ha recuperato alla Grande!
Quando mi andò via il latte, il mio seno perse quella taglia che aveva acquistato valorosamente nella prima gravidanza . Immaginatevi che tristezza e che svalutazione.
Sono passati cinque anni da allora e non ho ancora superato del tutto il sentirmi sola e, a volte, poco protetta ...soprattutto nel quotidiano, quando gli impegni si sovrastano e sembra di non potercela fare (ma a chi non capita questo nella società in cui viviamo). So, però, di essere amata ed io mi voglio bene, mi apprezzo e mi comprendo. Ho fatto diversi lavori su di me nel frattempo. Sono andata nel mio profondo ad accogliermi e donarmi tutte quelle attenzioni di cui avevo bisogno per sentirmi meglio frequentando il seminario di “liberazione della memoria emozionale” e trasformando la mia vita usando nuove azioni. Ho deciso poi di intraprendere tutto il Percorso di Metamedicina per divenire Consulente e accompagnare le persone a ritrovare le cause dei loro disagi e migliorare la loro vita.
Il seno non è più bello come prima e le smagliature ci sono ancora, anche se non si vedono più tanto ...io li chiamo segni d'Amore.
*****
vedi anche: prima parte, la cellulite
seconda parte: le rughe.
Consulente di Metamedicina, Alice Camperi
tel. 3497418673
e-mail: alice.metamedicina@gmail.com
Skype: alice.camperi77
indirizzo studio: Borgata Martinetta, 50/1 San Damiano d'Asti 14015
www.metamedicina.com
http://it.metamedicina.it/consulenti/Alice_Camperi.php
La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc.
Eccesso di peso: le cause possono essere svariate e, talvolta, possono esserci più cause concomitanti:
eccesso di peso in una persona sposata “Può darsi che il mio eccesso di peso corrisponda alla mia assicurazione di fedeltà? “
eccesso di peso per poter esprimere un bisogno di spazio;
eccesso di peso legato ad una situazione che ci pesa o ad un eccesso di responsabilità;
eccesso di peso per bisogno di attenzioni;
eccesso di peso legato alla compulsione, magari legato ad un vuoto da colmare, ad un'ossessione
“sono forse ossessionato dal mio eccesso di peso?”;
eccesso di peso per reazione “Mi amerà così come sono, anche grassa? Non voglio essere amata per il mio corpo ma per quella che sono;
eccesso di peso per solidarietà;
eccesso di peso che diventa una scusa;
eccesso di peso per identificazione...
(spiegazioni e risposte nel libro: “Il Grande Dizionario della Metamedicina” di Claudia Rainville).
-Smagliature: segni cutanei dovuti all'assottigliamento e alla perdita di elasticità del derma. Le smagliature sono l'equivalente delle screpolature della pelle che esprimono una tristezza mentre la perdita di elasticità può esprimere una perdita di flessibilità, di malleabilità all'interno della relazione di coppia.
Ho la sensazione che mi manchino gesti teneri o manifestazioni d'affetto da parte della persona che amo?
E' possibile che non apprezzi il mio corpo? E' possibile che mi svaluti esteticamente e che tutto questo mi faccia provare una certa tristezza?
*Vi posso raccontare la mia esperienza. Quando rimasi incinta del mio primo figlio eravamo tutti felici ed ero coccolata da tutti, specialmente da mio marito . Avevo preso una taglia in più di seno, e, quando nacque, nonostante lo abbia allattato per otto mesi, alla fine di questi il seno era rimasto meraviglioso...avere un seno grosso, può voler dire desiderio di maternità, essere una persona materna. Ecco perchè mi rimase così, più grosso e più bello: ero felice di essere mamma e stavo bene nel mio nuovo ruolo.
La seconda maternità, voluta ma inaspettata, l'ho di fattovissuta con più difficoltà. Avevo progetti da definire e tante cose da fare. E ,come spesso accade, durante la seconda gravidanza non si viene più coccolati come nella prima; a volte ci si sente dire: “ma sei sicura? Un'altro figlio? Non ti conveniva aspettare?”
Anche in questa gravidanza il seno mi venne più grosso, ma non mi sentivo bene come nella prima; a casa mi son ritrovata da sola con due cuccioli e nessuna delle attenzioni che ricevetti nella prima gravidanza: mio marito e mia mamma per sbaglio (e non a caso, perchè nulla accade per caso) avevano preso le ferie dal lavoro una settimana prima che partorissi. Fu così che rimasi completamente sola coi due pargoli: uno da allattare e l?altro, di tre anni, che stava vivendo un turbinio di emozioni. Non riuscii neanche ad allattare; il seno mi faceva tanto male e non avevo la pazienza di dedicarmi al mio secondo figlio come feci con il primo. Fu un grande dolore, più del parto; non ce la facevo proprio...mancavo di senso di protezione, di tranquillità ed in più mi svalutavo perchè non ero serena e felice come ero stata prima di allora. Mi ci volle un anno e mezzo per riprendermi per poter dare a mio figlio tutto l'affetto che non avevo sentivo neanche per me...ora ha recuperato alla Grande!
Quando mi andò via il latte, il mio seno perse quella taglia che aveva acquistato valorosamente nella prima gravidanza . Immaginatevi che tristezza e che svalutazione.
Sono passati cinque anni da allora e non ho ancora superato del tutto il sentirmi sola e, a volte, poco protetta ...soprattutto nel quotidiano, quando gli impegni si sovrastano e sembra di non potercela fare (ma a chi non capita questo nella società in cui viviamo). So, però, di essere amata ed io mi voglio bene, mi apprezzo e mi comprendo. Ho fatto diversi lavori su di me nel frattempo. Sono andata nel mio profondo ad accogliermi e donarmi tutte quelle attenzioni di cui avevo bisogno per sentirmi meglio frequentando il seminario di “liberazione della memoria emozionale” e trasformando la mia vita usando nuove azioni. Ho deciso poi di intraprendere tutto il Percorso di Metamedicina per divenire Consulente e accompagnare le persone a ritrovare le cause dei loro disagi e migliorare la loro vita.
Il seno non è più bello come prima e le smagliature ci sono ancora, anche se non si vedono più tanto ...io li chiamo segni d'Amore.
*****
vedi anche: prima parte, la cellulite
seconda parte: le rughe.
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giovedì 23 aprile 2015
Bellezza e Metamedicina con Alice Camperi- seconda parte
Che cos'è la Metamedicina
La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc..........
La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc..........
-Un'altro esempio può essere rappresentato dalle rughe che esprimono una certa durezza nei rapporti con gli altri: “non ho voglia di essere gentile con voi solo per farmi voler bene... prendetemi come sono perché non ho intenzione di cambiare per farvi piacere”
E' possibile che mi senta minacciato dagli altri nella mia libertà di essere?
Allora sarà possibile, se qualcosa fa risonanza in una domanda del genere, scavare e ricercare le cause di questo sentito: perchè mi sento minacciato? Perchè non mi sento libero di potermi esprimere come voglio?
Guardando nella propria vita si possono scovare situazioni represse che ci hanno fatto vivere sempre le stesse dinamiche o ritrovare credenze che ci stanno limitando da sempre. Prenderne coscienza per poi liberarcene ci permetterà di trasformare la nostra vita e di trovare le soluzioni per migliorarla.
Di conseguenza, liberandomi dalla causa, imparerò ad esprimermi liberamente e non avrò più bisogno di essere dura e di irrigidirmi...allora anche la mia pelle si rilasserà.
Nella terza parte: smagliature ed eccesso di peso.
Vedi anche prima parte: la cellulite
Consulente di Metamedicina, Alice Camperi
tel. 3497418673
e-mail: alice.metamedicina@gmail.com
Skype: alice.camperi77
indirizzo studio: Borgata Martinetta, 50/1 San Damiano d'Asti 14015
www.metamedicina.com
http://it.metamedicina.it/consulenti/Alice_Camperi.php
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lunedì 20 aprile 2015
Bellezza e Metamedicina con Alice Camperi- prima parte
Che cos'è la Metamedicina?
Oggi ce lo spiega Alice Camperi, consulente di Metamedicina certificata e formata da Claudia Rainville.
"La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc.
-Prendiamo come esempio la cellulite inestetica: è caratterizzata da una ripartizione diseguale del grasso e da edema (ritenzione di liquidi e di tossine nei tessuti della nuca, della schiena, della pancia, dei glutei e delle gambe). E' generalmente legata ad una svalutazione del piano estetico.
La cosa diventa un circolo vizioso poiché è proprio la svalutazione estetica che crea la cellulite. Si fa di tutto per eliminarla senza rendersi conto che così si fa aumentare o peggiorare proprio ciò su cui focalizziamo l'attenzione.
“La salute migliora quasi improvvisamente quando termina la preoccupazione”.
Neale Donald Walsch
Una delle soluzioni sarà fare dello sport dal momento che i muscoli rimpiazzano il grasso, ma sarà anche importante lavorare sulla svalutazione che si prova verso se stessi.
Inoltre, l'edema, è originato spesso dalla sensazione di sentirsi limitati nel desiderio di procedere.
La ritenzione idrica può voler dire sentirsi come un pesce fuor d'acqua e cioè lottare per sopravvivere nei diversi ambiti della nostra vita; questi possono riguardare gli affetti, il territorio e il denaro.
Perché si tende a svalutarsi? E' possibile che lo abbiamo visto o vissuto da piccoli? Abbiamo forse avuto una mamma che non si apprezzava? Magari non si vedeva bella ma, vittima del dovere, non si concedeva il piacere, compreso quello della bellezza? E' possibile che la causa sia anche nel continuo paragone che subiamo dai media? Possibile che per protezione o sopravvivenza qualcuna abbia assunto un atteggiamento mascolino a discapito della propria femminilità?
Le cause possono essere davvero numerose ma, ciò che conta ora, è saper risalire a quello che ci ha portati a svalutarci per poi liberarcene ed attuare un nuovo atteggiamento verso noi stesse. Imparare ad amarci è sicuramente la strada più giusta per migliorare anche il nostro aspetto fisico."
Nella seconda parte: rughe
Nella terza parte: smagliature ed eccesso di peso.
Consulente di Metamedicina, Alice Camperi
tel. 3497418673
e-mail: alice.metamedicina@gmail.com
Skype: alice.camperi77
indirizzo studio: Borgata Martinetta, 50/1 San Damiano d'Asti 14015
www.metamedicina.com
http://it.metamedicina.it/consulenti/Alice_Camperi.php
Oggi ce lo spiega Alice Camperi, consulente di Metamedicina certificata e formata da Claudia Rainville.
"La Metamedicina nasce nel 1978 e la fondatrice è la Dottoressa Canadese Claudia Rainville.
Il Termine Metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa “al di là” e dal sostantivo medicina, che significa l'insieme dei mezzi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie.
La Metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi; crede che calmare o sedare il malessere non basta ma occorre risalire a ciò che lo ha creato, cioè al fattore responsabile.
La dottoressa Rainville a 32 anni si ritrovò a dover affrontare un momento molto difficile della sua vita, con conseguenti malattie e disagi psicologici...si accorse che i mezzi fino ad allora da lei usati non la aiutavano ad andare oltre; da quei momenti comincia a farsi delle domande sui sintomi e sulla possibilità del fatto che ci possano essere delle cause che, di conseguenza, li creano.
La Metamedicina si occupa dei sintomi fisici, psicologici, emotivi e spirituali e cioè dell'aspetto globale della persona.
Nel suo libro “Ogni Sintomo è un Messaggio”, divenuto un best seller, per far comprendere ciò che è l'intenzione della Metamedicina dice:
“In Metamedicina il dolore, il malessere o l'affezione, sono considerati segni precursori dell'incrinamento dell'armonia in una parte dell'organismo; far scomparire questi segnali senza ricercare l'informazione di cui sono forieri, sarebbe come disinserire l'allarme antifumo dopo che questo ha rilevato un focolaio d'incendio. Ignorando l'allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme... ed è precisamente quello che fanno quelli che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l'origine del segnale. Questo non implica che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe, comunque, darci sollievo ma invita a non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi senza eliminare ciò che ha potuto originarli.”
La Metamedicina e gli inestetismi.
La Metamedicina, oltre ad occuparsi dei sintomi fisici chiamati comunemente “malattie”, si occupa anche di quello che sono gli inestetismi del corpo come la cellulite, le smagliature, le rughe ecc.
-Prendiamo come esempio la cellulite inestetica: è caratterizzata da una ripartizione diseguale del grasso e da edema (ritenzione di liquidi e di tossine nei tessuti della nuca, della schiena, della pancia, dei glutei e delle gambe). E' generalmente legata ad una svalutazione del piano estetico.
La cosa diventa un circolo vizioso poiché è proprio la svalutazione estetica che crea la cellulite. Si fa di tutto per eliminarla senza rendersi conto che così si fa aumentare o peggiorare proprio ciò su cui focalizziamo l'attenzione.
“La salute migliora quasi improvvisamente quando termina la preoccupazione”.
Neale Donald Walsch
Una delle soluzioni sarà fare dello sport dal momento che i muscoli rimpiazzano il grasso, ma sarà anche importante lavorare sulla svalutazione che si prova verso se stessi.
Inoltre, l'edema, è originato spesso dalla sensazione di sentirsi limitati nel desiderio di procedere.
La ritenzione idrica può voler dire sentirsi come un pesce fuor d'acqua e cioè lottare per sopravvivere nei diversi ambiti della nostra vita; questi possono riguardare gli affetti, il territorio e il denaro.
Perché si tende a svalutarsi? E' possibile che lo abbiamo visto o vissuto da piccoli? Abbiamo forse avuto una mamma che non si apprezzava? Magari non si vedeva bella ma, vittima del dovere, non si concedeva il piacere, compreso quello della bellezza? E' possibile che la causa sia anche nel continuo paragone che subiamo dai media? Possibile che per protezione o sopravvivenza qualcuna abbia assunto un atteggiamento mascolino a discapito della propria femminilità?
Le cause possono essere davvero numerose ma, ciò che conta ora, è saper risalire a quello che ci ha portati a svalutarci per poi liberarcene ed attuare un nuovo atteggiamento verso noi stesse. Imparare ad amarci è sicuramente la strada più giusta per migliorare anche il nostro aspetto fisico."
Nella seconda parte: rughe
Nella terza parte: smagliature ed eccesso di peso.
Consulente di Metamedicina, Alice Camperi
tel. 3497418673
e-mail: alice.metamedicina@gmail.com
Skype: alice.camperi77
indirizzo studio: Borgata Martinetta, 50/1 San Damiano d'Asti 14015
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mercoledì 18 febbraio 2015
La mappa dei brufoli
Come abbiamo visto qualche settimana fa, ad ogni sintomatologia o inestetismo corrisponde un significato psicologico spesso inconscio. Sulla scia della Metamedicina, anche l'ayurvedica e la medicina cinese sostengono che ad ogni parte del viso corrisponde un organo.
E ogni volta che ci viene un brufolo, non è mai per caso.
Facciamo un giro e scopriamo la mappatura del viso con le relative soluzioni.
Fronte
Se i brufoli compaiono soprattutto qui, sappiate che quest'area è connessa con cistifellea e fegato. Mangiate meno cibi raffinati e junk food, diminuite i grassi.
Sopracciglia
State evidentemente straviziando, quindi bevendo alcoolici e fumando troppo, Senza contare i cibi ricchi come burro, snack e formaggi. Riducete queste cose e fate più esercizio fisico.
Naso
Il naso ha una connessione molto forte con cuore e polmoni.
Per combattere i punti neri di quest'area meglio evitare cibi speziati, carne rossa, sale. Aumentare le dosi di frutta e verdura.
Guancia sinistra
Se il break out cutaneo interessa l'area mancina, la tradizione orientale consiglia di puntare sui cibi considerati "freddi" : melone, cetriolo, anguria. Se siete soggette a brufoli in questa parte, evitate lavori o allenamenti sfiancanti tra le 13 e le 17, orario in cui si crede che il fegato, connesso alla parte sinistra, sia più vulnerabile.
Guancia destra
Questa zona è connessa coi polmoni, quindi dedicatevi a qualche attività aerobica, soprattutto il mattino, cosi' da migliorare la respirazione. La guancia destra è inoltre connessa con i livelli di zucchero, perciò se state esagerando con dolci, vino e schifezze varie, avrete la vostra cartina tornasole.
Bocca
Brutte notizie: anche in questo caso, dito puntato alla dieta. Connessa con digestione, intestino e fegato, per salvare quest'area evitate cibi fritti e mangiate più fibre.
Mento
I brufoli in questa zona sono collegati ai livelli ormonali. Teneteli quindi sotto controllo senza dimenticare anche un altro fattore: lo stress. Dormire di più e assumete omega 3.
Ricordiamo inoltre che la pelle va sempre curata con attenzione e delicatezza. Per ridurre la comparsa di brufoli e punti neri, è utile ribadire l'importanza di un'accurata detersione e della scelta dei prodotti giusti.
Stp-Sebum è la crema normalizzante che igienizza, purifica e ha un'azione sebo-normalizzante. Per accrescerne la potenza dell'efficacia abbinatela al siero Purete Serum, specifico contro pelle acneica, che grazie al pool di acidi dall'azione antibatterica e depurativa, disinfetta e cicatrizza.
E ogni volta che ci viene un brufolo, non è mai per caso.
Facciamo un giro e scopriamo la mappatura del viso con le relative soluzioni.
Fronte
Se i brufoli compaiono soprattutto qui, sappiate che quest'area è connessa con cistifellea e fegato. Mangiate meno cibi raffinati e junk food, diminuite i grassi.
Sopracciglia
State evidentemente straviziando, quindi bevendo alcoolici e fumando troppo, Senza contare i cibi ricchi come burro, snack e formaggi. Riducete queste cose e fate più esercizio fisico.
Naso
Il naso ha una connessione molto forte con cuore e polmoni.
Per combattere i punti neri di quest'area meglio evitare cibi speziati, carne rossa, sale. Aumentare le dosi di frutta e verdura.
Guancia sinistra
Se il break out cutaneo interessa l'area mancina, la tradizione orientale consiglia di puntare sui cibi considerati "freddi" : melone, cetriolo, anguria. Se siete soggette a brufoli in questa parte, evitate lavori o allenamenti sfiancanti tra le 13 e le 17, orario in cui si crede che il fegato, connesso alla parte sinistra, sia più vulnerabile.
Guancia destra
Questa zona è connessa coi polmoni, quindi dedicatevi a qualche attività aerobica, soprattutto il mattino, cosi' da migliorare la respirazione. La guancia destra è inoltre connessa con i livelli di zucchero, perciò se state esagerando con dolci, vino e schifezze varie, avrete la vostra cartina tornasole.
Bocca
Brutte notizie: anche in questo caso, dito puntato alla dieta. Connessa con digestione, intestino e fegato, per salvare quest'area evitate cibi fritti e mangiate più fibre.
Mento
I brufoli in questa zona sono collegati ai livelli ormonali. Teneteli quindi sotto controllo senza dimenticare anche un altro fattore: lo stress. Dormire di più e assumete omega 3.
Ricordiamo inoltre che la pelle va sempre curata con attenzione e delicatezza. Per ridurre la comparsa di brufoli e punti neri, è utile ribadire l'importanza di un'accurata detersione e della scelta dei prodotti giusti.
Stp-Sebum è la crema normalizzante che igienizza, purifica e ha un'azione sebo-normalizzante. Per accrescerne la potenza dell'efficacia abbinatela al siero Purete Serum, specifico contro pelle acneica, che grazie al pool di acidi dall'azione antibatterica e depurativa, disinfetta e cicatrizza.
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mercoledì 21 gennaio 2015
I significati profondi e nascosti dietro gli inestetismi- Metamedicina ed estetica.
Mai sentito parlare di Metamedicina?
Si tratta di una medicina di risveglio della coscienza, si occupa della parte inconscia, legata ai sentimenti e alle emozioni per tentare di scoprire cosa ha dato origine ad un determinato sintomo.
Tutto questo è incredibilmente affascinante, ci fa cambiare prospettiva e l'approccio tradizionale ad un disturbo che abbiamo sempre sperimentato va a fondersi con un percorso di crescita personale, un lavoro su se stessi alla scoperta di significati spesso nascosti.
Noi della Exa ci occupiamo di bellezza, sarà interessante capire insieme cosa si nasconde dietro questi inestetismi della pelle.
La pelle è lo strato protettivo che avvolge il corpo, ma è soprattutto l'organo del tatto: i problemi di pelle riguardano i nostri contatti con gli altri.
Il volto rappresenta la nostra personalità, e si oscilla tra la la non accettazione di sè e di conseguenza la comparsa dei vari disturbi e la condizione ideale, e cioè una pelle morbida, che esprime il desiderio di essere gentili, senza sentirci minacciate o col bisogno di proteggerci, anzi aspirando al fatto che gli altri si avvicinino a noi.
Una pelle rugosa esprime una certa ruvidezza dei nostri rapporti con gli altri.
Una pelle brufolosa può tradurre il desiderio di non venire toccati, può essere associata a pelle grassa, che a sua volta indica un eccesso. Abbiamo bisogno di più spazio, ci sentiamo invasi perché vogliamo rispondere eccessivamente alle esigenze altrui.I brufoli sono spesso collegati all'impazienza, o frutto della collera.
Le macchie marroni sul viso sono legate a un senso di vergogna, umiliazione e rancore.
La pelle secca esprime molto spesso solitudine, mancanza d'amore, da cui può nascere un senso di tristezza.
La cellulite è quasi sempre collegata a una svalutazione estetica.
La stasi emotiva è una delle possibili cause all'origine del ristagno dei liquidi.
Le smagliature sono invece l'equivalente delle screpolature della pelle, esprimono tristezza, mentre la perdita di elasticità può esprimere una perdita di flessibilità, di malleabilità all'interno della relazione di coppia.
Sicuramente queste connessioni con la Metamedicina ci faranno riflettere un pò su, per cercare di andare più a fondo di noi stesse, senza paura, ma con il coraggio di chi cerca un riscatto, una nuova forma di bellezza esteriore che, per forza di cose, sarà solo il riflesso di quello che abbiamo dentro.
Si tratta di una medicina di risveglio della coscienza, si occupa della parte inconscia, legata ai sentimenti e alle emozioni per tentare di scoprire cosa ha dato origine ad un determinato sintomo.
Tutto questo è incredibilmente affascinante, ci fa cambiare prospettiva e l'approccio tradizionale ad un disturbo che abbiamo sempre sperimentato va a fondersi con un percorso di crescita personale, un lavoro su se stessi alla scoperta di significati spesso nascosti.
Noi della Exa ci occupiamo di bellezza, sarà interessante capire insieme cosa si nasconde dietro questi inestetismi della pelle.
La pelle è lo strato protettivo che avvolge il corpo, ma è soprattutto l'organo del tatto: i problemi di pelle riguardano i nostri contatti con gli altri.
Il volto rappresenta la nostra personalità, e si oscilla tra la la non accettazione di sè e di conseguenza la comparsa dei vari disturbi e la condizione ideale, e cioè una pelle morbida, che esprime il desiderio di essere gentili, senza sentirci minacciate o col bisogno di proteggerci, anzi aspirando al fatto che gli altri si avvicinino a noi.
Una pelle rugosa esprime una certa ruvidezza dei nostri rapporti con gli altri.
Una pelle brufolosa può tradurre il desiderio di non venire toccati, può essere associata a pelle grassa, che a sua volta indica un eccesso. Abbiamo bisogno di più spazio, ci sentiamo invasi perché vogliamo rispondere eccessivamente alle esigenze altrui.I brufoli sono spesso collegati all'impazienza, o frutto della collera.
Le macchie marroni sul viso sono legate a un senso di vergogna, umiliazione e rancore.
La pelle secca esprime molto spesso solitudine, mancanza d'amore, da cui può nascere un senso di tristezza.
La cellulite è quasi sempre collegata a una svalutazione estetica.
La stasi emotiva è una delle possibili cause all'origine del ristagno dei liquidi.
Le smagliature sono invece l'equivalente delle screpolature della pelle, esprimono tristezza, mentre la perdita di elasticità può esprimere una perdita di flessibilità, di malleabilità all'interno della relazione di coppia.
Sicuramente queste connessioni con la Metamedicina ci faranno riflettere un pò su, per cercare di andare più a fondo di noi stesse, senza paura, ma con il coraggio di chi cerca un riscatto, una nuova forma di bellezza esteriore che, per forza di cose, sarà solo il riflesso di quello che abbiamo dentro.
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